OGUNO DI NOI PUO’AIUTARE A COMBATTERE LE TRUFFE MEDICHE

08 ago OGUNO DI NOI PUO’AIUTARE A COMBATTERE LE TRUFFE MEDICHE

truffa
Una mamma ha scritto ad uno di noi per raccontarci la sua storia, una storia semplice che ci fa comprendere come sia facile farsi fuorviare dalla cattiva informazione quando si affronta la malattia di un figlio e di come, a volte, si va in cerca di soluzioni semplici e di risposte rassicuranti. Si va su internet, ci si fa irretire dalla paura e si va a caccia di conferme. Sono queste le situazioni in cui si può cadere vittima di ciarlatani o quantomeno di medici che operano con pregiudizio ed il cui obiettivo principale non è fare la giusta diagnosi ma inseguire un’idea o riempire il proprio ambulatorio. Ecco la lettera, ne abbiamo evidenziato i punti salienti…

“Carissimo dottore, grazie davvero di tutto.

Da quando è seguito dagli specialisti che lei mi ha indicato va tutto meglio e noi ci sentiamo più sereni. Quando il nostro bambino ha cominciato a avere i primi problemi, pensavo di impazzire e leggevo tante di quelle cose su internet che non riuscivo a raccapezzarmi. La frase che mi colpiva di più era: “mio figlio è nato normale ma dopo il vaccino ha cominciato a stare male”.
Lei mi conosce dottore, non sono un medico e non sono nemmeno una laureata, faccio la segretaria ma non sono una stupida. La prima domanda che mi sono sempre posta è stata…ma dopo quando? Anche il mio piccolino è nato bene e con “tutto al posto giusto” secondo il pediatra. Il mio pediatra è bravo, mi fido di lui e ho fatto tutto quello che mi consigliava, come ho fatto con lei quando mi ha seguito per il mio piccolo e banale problema. Perciò, l’ho allattato per molto tempo, l’ho svezzato con le robe buone di mia suocera che fa l’orto e vive in campagna e nel frattempo abbiamo fatto i vaccini.

Al primo compleanno abbiamo fatto una festa grande con tutti i parenti e dopo un mesetto circa abbiamo fatto il richiamo del vaccino MPR e quello per la meningite, perché di li a poco sarebbe andato al nido e nella nostra regione (Toscana, ndr) c’è l’allerta. I problemi sono cominciati a 17 mesi ed erano davvero strani. Il bambino andava gattoni ma sbatteva dovunque, sembrava che non ci guardava mai, continuava a dire solo “pa-pa” e “ma-ma”, piangeva spesso, faceva le urine scure e aveva le coliche. Il mio pediatra non si spiegava i sintomi e allora mi ha consigliato uno specialista neuropsichiatra. Io però ho cominciato a leggere su internet e ho pensato subito all’autismo perché tante testimonianze sembravano parlare proprio del mio bambino ma la domanda era sempre la stessa: dopo quattro mesi dal vaccino?

Non ho dato retta al mio pediatra e sono andata a sentire la famosa altra campana, un medico pediatra che segue i “danni da vaccino” consigliato da un’altra mamma. Prima di vedere il bambino, mi ha chiesto se in famiglia c’erano malattie particolari ma a parte l’infarto di papà e problemi di pressione alta, tutti i miei parenti stanno benone, compresi i miei nonni anziani e con l’artrosi. Poi mi ha chiesto se era nato bene e tutte le cose che chiedono sempre i pediatri, cioè per quanto tempo l’ho allattato, a che età ha cominciato a gattonare, quando le prime parole e quando ha fatto i vaccini. Io gli ho dato il libretto e mi è venuta l’ansia mentre lo vedevo leggere e fare di no con la testa. Quando ha visitato il mio bambino avevo il cuore che batteva fortissimo. Alla fine è arrivata la sentenza: autismo da vaccini. Mi ha spiegato varie cose sul perché avevo sbagliato a vaccinare che non sto qui a dire perché non mi va che si capisce chi è questo pediatra e mi ha dato un sacco di analisi da fare e alcuni rimedi omeopatici da cominciare a dare, dicendo che sarei dovuta tornare dopo un mese. Io ho ascoltato tutto con le gambe che mi tremavano ma qualcosa non mi convinceva perché tutte le cose che dicevo e che lui vedeva durante la visita sembravano convincerlo di qualcosa.

Anche mio marito era dubbioso, gli sembrava tutto troppo facile ma ci vergognavamo di raccontare questa storia al nostro pediatra perché non avevamo seguito i suoi consigli. Ci siamo chiesti che cosa fare e se prenotare la visita dal neuropsichiatra come detto dal pediatra. A quel punto, abbiamo pensato a lei e l’ho chiamata. Le ho raccontato tutto e lei mi ha fatto un paio di domande sul bambino senza dirmi altro e senza dire una parola sul medico che l’aveva visitato. Quindi, mi ha consigliato di andare da uno specialista di sua conoscenza che lavora nel pubblico dalle mie parti. Quest’altro medico mi ha fatto molte più domande, alcune anche strane e poi, scusi l’espressione, l’ha rivoltato come un calzino mentre sembrava che ci stesse solo giocando. Voi medici delle volte siete proprio strani ma mi ha convinto quando, a un certo punto, ha guardato per un po’ gli occhi del mio bambino e alla fine ha fatto come uno scatto, come se avesse pensato “ecco!”. Da quell’ecco in poi, analisi del sangue e delle urine, centro specialistico, un altro paio di visite e analisi genetiche per mio figlio, per me e mio marito.
Alla fine, siamo arrivati alla diagnosi: il mio bambino ha un difetto di vista che somiglia alla cataratta e cresce un po’ lentamente a causa di una malattia che si chiama omocistinuria perché ha un difetto genetico che non gli fa usare quella sostanza. Il gene si chiama cistatione beta sintasi e lo ammetto, il nome l’ho copiato da internet perché non me lo riesco a ricordare. Mi hanno spiegato che se hai tutti e due i geni difettosi, non ci sono santi, la malattia compare e prima compare, meglio è perché si può correre ai ripari. Mi hanno anche spiegato che sarebbe venuta fuori anche se non l’avessi vaccinato, perché ormai il dubbio ce l’avevo e le domande sui vaccini le ho fatte.
Adesso, siamo tutti a dieta, il bambino prende le vitamine, facciamo visite regolari e ci siamo beccati la ramanzina del nostro pediatra al quale alla fine abbiamo raccontato tutto. Siamo anche in una associazione di genitori e pazienti e abbiamo conosciuto persone che stanno bene dopo tanti anni dalla diagnosi.

Ora, io non lo so se esiste o meno un danno da vaccino, l’autismo da vaccino o tutte le altre cose che ho letto ma una cosa, nella mia ignoranza, io e mio marito l’abbiamo capita. Ci sono medici che studiano e studiano tanto, guardano, visitano e non hanno pregiudizi ma si impegnano a capire il problema reale e a fare la diagnosi giusta. Il disturbo alla vista non era facile da vedere ma bastava essere attenti e non dare per scontato che il mio bambino avesse un ritardo. Non tutti sono così, purtroppo e quando si incontrano medici così, medici come il mio pediatra e lo specialista che adesso segue mio figlio, bisogna fidarsi e non mettersi al posto loro, perché ci possiamo informare tanto, anche tantissimo, ma non avremo mai le loro conoscenze.

A proposito, in tutto questo casino, il pediatra di base ci aveva consigliato lo stesso centro dove ci ha mandato lei, dottore.

Mannaggia a me”.

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